Emma Dante al Piccolo: le anime nude di Bestie di Scena

Bestie di Scena

Bestie di Scena © Rosellina Garbo

Debutta a Milano il nuovo spettacolo dell'autrice siciliana. Umanità in fuga senza via d’uscita. Dal 28 marzo al 19 febbraio: info, orari e biglietti

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Milano - Venerdi 24 febbraio 2017

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Nel girone dell'inferno un gruppo di anime espia la colpa: camminano in cerchio, avvinghiati gli uni agli altri, nudi, lenti; prigionieri delle convenzioni, dei tic, delle nevrosi collettive, non riescono più a uscire di scena. Bestie di scena, in prima assoluta dal 28 febbraio al 19 marzo al Teatro Strehler di Milano, è la prima regia di Emma Dante per il Piccolo Teatro.

I successi di Le sorelle Macaluso nel 2014 e del dittico Sorelle Macaluso-Operetta burlesca nel 2015 sono il segno di una affinità piena e viva tra il Piccolo, il suo pubblico, e il mondo espressivo di Emma Dante. Era dunque maturo il tempo per una nuova produzione pensata per lo spazio del Teatro Strehler. Nel suo grande palcoscenico si iscrive la rappresentazione di una comunità in fuga, un corteo di creature primitive e fragili, una ronda silenziosa che muove i primi incerti passi, che non ha via d’uscita ma che immagina, si illude, lotta, vibra, indifesa, di vita. Li illumina lo sguardo della regista (e autrice), donna di teatro, che plasma fino al possesso il corpo vivo di chi è in palcoscenico.

«Bestie di scena ha assunto il suo vero significato nel momento in cui ho rinunciato al tema che avrei voluto trattare», spiega Emma Dante. «Volevo raccontare il lavoro dell'attore, la sua fatica, la sua necessità, il suo abbandono totale fino alla perdita della vergogna e alla fine mi sono ritrovata di fronte a una piccola comunità di esseri primitivi, spaesati, fragili, un gruppo di imbecilli che, come gesto estremo, consegnano agli spettatori i loro vestiti sudati, rinunciando a tutto. Da questa rinuncia è cominciato tutto, si è creata una strana atmosfera che non ci ha più lasciati e lo spettacolo si è generato da solo».

«Come Adamo ed Eva cacciati dal paradiso, le bestie finiscono su un palcoscenico pieno d’insidie e di tentazioni, il luogo del peccato, il mondo terreno», prosegue la regista: «lì c’è tutto ciò che serve: la casa, la stanza dei giochi, l’odio, l’amore, il sentiero, il rifugio dove trovar riparo, la paura, il mare, il naufragio, la trincea, la tomba dove piangere i morti, i resti di una catastrofe. Le bestie di scena non fanno altro che immaginare. S’illudono di vivere, tenendo tra le mani oggetti in prestito, nutrendosi di poltiglie, farfugliando brandelli di storie. Come i bambini credono nei giochi e, alienati da tutto, se ne lasciano incantare fino agli eccessi della demenza. Ballano, cantano, urlano, litigano nei dialetti del sud, seducono, impazziscono, amano, ridono, combattono»

«Senza storie da raccontare, né costumi da indossare, le bestie di scena si muovono maldestramente come al principio di tutto, obbligandoci a dare peso, volume e ingombro al nostro sguardo», conclude Emma Dante. «Siamo noi a scegliere sin dall’inizio se accoglierli o rifiutarli. Gli imbecilli che ci stanno di fronte non fanno altro che partecipare istintivamente a movimenti scanditi dal ritmo in cui i muscoli e i riflessi sono sollecitati e tesi a raggiungere uno stadio in cui è il corpo a pensare. Sul palco vuoto, dentro una scatola nera delimitata da un fondale e sei quinte, il corpo di queste anime avvinghiate in una ronda silenziosa diventa il custode di un segreto. L’uscita è vietata, dalla quinta arrivano segnali di fuoco e da questo recinto le bestie non potranno più uscire. Dopo aver affrontato svariate prove, dalla quinta arriverà l'ennesimo comandamento, l’ultimo, il più terribile. Solo allora gli imbecilli disubbidiranno. Sceglieranno di restare nudi in schiera davanti a noi. La loro scoperta sarà di essere sempre stati nudi e di non essere stati altro che quello. Non avrà più senso raccogliere, coprirsi, compiere altre azioni ma semplicemente stare, e guardare».

Lo spettacolo - una coproduzione con Compagnia Sud Costa Occidentale, Teatro Biondo di Palermo, Festival di Avignone - contiene scene di nudo integrale, e se ne consiglia la visione a un pubblico maggiore di 16 anni.

«Il nudo in teatro è innaturale, suona falso come un cavallo vero in palcoscenico», spiega Sergio Escobar, direttore del Piccolo: «è innegabile, crea, tranne in pochi casi, un rapporto imbarazzante con lo sguardo dello spettatore. Lo spinge a rivestire l’attore con la coperta dello scandalo, ben diverso dallo scandalo vero, intrinseco nel teatro e nell’attore, che è quello di mostrarsi sempre attraverso un inganno, del dire l’indicibile, oltre le parole, oltre la maschera del costume, in uno spazio, in un tempo finito, qui e ora. Bestie di scena sottrae la finzione, arriva semplicemente ai corpi, scardina lo sguardo, va alla ricerca disperata ed esaltante dell’inizio, come nelle incisioni rupestri – per usare le parole i Emma Dante – in un continuo gioco di sguardi verso e con il pubblico».

Ideato e diretto da Emma Dante, Bestie di scena è interpretato da Elena Borgogni, Sandro Maria Campagna, Viola Carinci, Italia Carroccio, Davide Celona, Sabino Civilleri, Alessandra Fazzino, Roberto Galbo, Carmine Maringola, Ivano Picciallo, Leonarda Saffi, Daniele Savarino, Stephanie Taillandier, Emilia Verginelli, Daniela Macaluso e Gabriele Gugliara.

Le repliche dello spettacolo, dal 28 febbraio al 19 marzo 2017, sono nei seguenti orari: martedì, giovedì e sabato alle 19.30; mercoledì e venerdì alle 20.30; domenica alle 16.00 (lunedì riposo). I biglietti per Bestie di Scena sono comodamente acquistabili on line su happyticket.

A corollario, è anche in programma un ciclo di tre incontri dal titolo Attorno a Bestie di Scena, in programma al Chiostro Nina Vinchi il 2, 8 e 17 marzo (ingresso gratuito con prenotazione).

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