Nicolas Jaar strega Milano con un live onirico

Nicolas Jaar

Nicolas Jaar © Alessio Campo / mentelocale.it

Nascosto dietro macchine analogiche e digitali, da fumo e luci. Da solo, tiene il palco per quasi due ore. La fotogallery

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Milano - Venerdi 25 novembre 2016

Sembra un tipo schivo e introverso Nicolas Jaar, almeno così pare, a giudicare da come si comporta quando va in scena. Ieri sera, 24 novembre 2016, è schizzato veloce sul palco dell'Alcatraz di Milano, ha preso il microfono per ringraziare il pubblico di essere lì e si è subito barricato dietro ai suoi strumenti musicali per iniziare il live.

Era circondato: un sassofono, mixer, controller, synth, computer e chissà quanta altra roba c'era nella sua postazione al centro del palco. A isolarlo ancora di più dal pubblico c'era una costante nube di fumo che, di proposito, si combinava con le luci per rendere la presenza di Jaar quasi spettrale. Nicolas si è un po' nascosto, forse per la timidezza di cui si parlava sopra, più probabilmente per lasciare spazio alla musica.

E infatti il suo concerto è stato molto intenso. Un'altalena tra momenti onirici, come l'inizio del live in cui ha suonato Killing time e The three sides of Audrey; e momenti di fibrillazione collettiva, quelli in cui i bassi entravano nelle casse e il parterre dell'Alcatraz – sold out – esplodeva in clamorosi boati, come quando ha suonato No e The space is only noise.

È impressionante vedere un ragazzo di 26 anni, completamente solo, tenere il palco con tanta personalità e carisma. Nonostante le luci e il fumo, la sua presenza è stata nettamente percepibile. Dalla sua postazione ha orchestrato macchine analogiche e digitali, e dominato la scena per quasi due ore come se non esistesse nient'altro nel mondo che lui e la sua musica.

Alessio Campo

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