Escher a Milano. La mostra visionaria a Palazzo Reale

Escher, Altro mondo II - All M.C. Escher works

Escher, Altro mondo II - All M.C. Escher works © 2016 The M.C. Escher Company

Prospettive impossibili e paesaggi spiazzanti. Oltre 200 opere dell'incisore, intellettuale e matematico che ha colonizzato l’immaginario collettivo. Dal 24 giugno al 22 gennaio

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Milano - Giovedi 23 giugno 2016

  • ATTENZIONE: Escher a Palazzo Reale prosegue fino al 29 gennaio 2017. In risposta al grande successo di visitatori, la mostra è prorogata di una settimana.

Dopo il successo delle mostre a lui dedicate a Roma, Bologna e Treviso, approda finalmente a Milano Escher, il genio olandese pop che con le sue visioni ha incantato la fantasia di grafici, le menti di scienziati e influito su altri artisti. Dal 24 giugno 2016 al 22 gennaio 2017 nelle sale di Palazzo Reale è allestita una grande mostra interamente dedicata a Maurits Cornelis Escher (1898-1972), con oltre 200 opere esposte.

In mostra tutti i capolavori di Escher, come Mano con sfera riflettente, Relatività (o Casa di scale), Metamorfosi e Belvedere, oltre a esperimenti scientifici, giochi e approfondimenti didattici che consentono ai visitatori di ogni età di comprendere le invenzioni spiazzanti, le prospettive impossibili, gli universi apparentemente inconciliabili che si armonizzano in una dimensione artistica unica.

Ispirato e influenzato dall'arte a lui contemporanea e del passato, Escher declina ricerca geometrica e rigore nella visionarietà estetica più pura. Artista poliedrico e contemporaneo ante litteram, egli non trova solo nel mondo dei numeri, della geometria e della matematica l’unica chiave di lettura per comprendere il suo universo creativo. Un genio complesso che rappresenta un originale unicum nel panorama della storia dell’arte di tutti itempi ed emoziona il grande pubblico. L’arte di Escher, che le nuove tecnologie digitali sembrano rincorrere facendone propri i risultati, non accusa i segni del tempo, sebbene siano trascorsi 44 anni dalla scomparsa del suo ideatore.

La mostra si divide in sei sezioni. La prima - La formazione: l’Italia e l’ispirazione Art Noveau - mette in risalto il rapporto di Escher con l’Art Noveau (uno degli elementi distintivi dello stile iniziale di Escher è la componente liberty che gli susciterà in lui il grande interesse per la tassellazione o divisione regolare del piano) e con l’Italia, dove visse a più riprese tra il 1921 e il 1935. In questa sezione sono riportati confronti con alcuni artisti contemporanei a Roma, in particolare l'incisore svizzero Giuseppe Haas Triverio (1889-1963).

La seconda sezione - Dall’Alhambra alla tassellatura - è dedicata a un momento scatenante nel percorso della creatività artistica di Escher, ovvero la seconda visita a L’Alhambra e Cordova nel 1936 che lo indusse a studiare con meticolosità le soluzioni decorative moresche. Fra le eccellenze in mostra e pezzo forte della sezione è Flächenschmuck di Koloman Moser (1868-1918) pubblicata nel 1902: una sorta di prontuario delle arti applicate, punto di riferimento per tutto il movimento Art Noveau europeo.

La terza sezione della mostra - Superfici riflettenti e struttura dello spazio - parte dal primo autoritratto su specchi curvi del 1921 (l’Io è, lo scrive lo stesso Escher, il protagonista indiscusso al centro del mondo che gli gravita intorno) per arrivare all'alternanza tra figure piane e solide nella rappresentazione tassellare dello spazio nelle più svariate possibilità compositive senza lasciare vuoti, come nell’opera Profondità del 1955 che sembra riprendere la disposizione degli atomi del ferro.

La quarta sezione - Metamorfosi - prende il nome da uno dei capolavori assoluti nella produzione di Escher. L’opera mostra un turbinio di trasformazioni basate su diversi tipi di tassellature e assonanze logiche e formali che si concludono con la veduta di Atrani, il paesino della scogliera amalfitana, caro all’artista, che vi aveva trascorso il suo viaggio di nozze.

La quinta sezione - Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio - richiama l’attenzione sugli ambiti scientifici dell’arte di Escher: la matematica e la geometria. Galleria di stampe (1956) è una raffinata versione dell’artificio dell’immagine nell’immagine detto anche Effetto Droste (nome che deriva dalla scatola del famoso cacao olandese) che ha attirato gli scienziati in un dibattito protrattosi per quarantasette anni, senza che si riuscisse a risolvere un problema che pareva insolubile per la sua complessità enigmatica e per il mistero sul quale la stessa opera di Escher cercava di far chiarezza. L’Effetto Droste rende l’opera incompleta a causa della difficoltà di farla congiungere al centro. Escher lasciò uno spazio vuoto riempiendolo con la propria firma. Il mistero del buco lasciato da Escher e di come e se fosse possibile riempirlo, fu risolto da Henrick Lenstra, matematico dell’università di Leida solo nel 2003.

La sesta e ultima sezione - Economia escheriana ed Eschermania - si sofferma su quell’attività quotidiana di Escher indirizzata più a soddisfare le esigenze del committente che gli interessi della sua ricerca artistica personale. Per realizzare gli ex libris oppure i biglietti da visita per i più svariati committenti, non tradiva la propria arte ma affrontava il tema con un approccio originale ed immediatamente riconoscibile. Un esempio tipico è l’opera Larix che fu usata per illustrare una poesia di Hennriette Roland Holet.

L'arte di Escher uscita dal torchio del suo studio si è trasformata in scatole da regalo, francobolli e biglietti d’auguri; è entrata nel mondo dei fumetti, è finita sulle copertine degli lp di noti gruppi come i Pink Floyd; le sue strutture impossibili sono usate per alludere a situazioni paradossali e per stupire con architetture, nella realtà, irrealizzabili. Incisioni come Relatività (o Case di Scale) si ritrovano nel turbinio di rampe che vedono di volta in volta prima Mickey Mouse e poi i Simpson perdersi nel mondo di Escher. Situazioni escheriane sono impiegate in clip pubblicitarie come quella dell’Audi del 2007 basata su stampe famose come Cascata. Mano con Sfera Riflettente, Altro mondo e Belvedere sono utilizzati da Illy Caffè in una pubblicità del 2006. Nel film fantastico Labyrinth del 1986 con David Bowie, prodotto da George Lucas, una scena è costruita sull’immagine di Case di scale. Anche le celebri rampe fatate del Castello di Hogwarts nella saga di Harry Potter sono la trasposizione dinamica di quest’opera, ripresa perfino in una delle scene più strabilianti di Una notte al museo III e nella pubblicità di Sky.

Grazie alla collaborazione con Studio Azzurro, lungo il percorso di mostra, in una stanza quadrata scorrono, a diverse altezze, quattro rampe di scale. Scale sognanti è una poetica istallazione - che suggerisce l’opera di Escher Relatività (o Casa di scale) - dove un universo profondo affonda sotto i piedi del visitatore. Tra le scale compaiono piccoli animali, sfuggiti alle metamorfosi escheriane. L’esperienza interattiva catapulta il visitatore in uno spazio popolato d’immagini, ma d’un tratto le scale si fermano e gli animali scompaiono. Cade dall’alto un oggetto, tocca una scala e rimbalza, cade più in basso e tocca un’altra rampa, rimbalza di nuovo finché scompare lontano nel vuoto. Una voce, intanto, racconta una brevissima storia. Quando l’oggetto ricompare fluttuando di fronte allo spettatore, ruota come il satellite di un pianeta, si deforma attraverso una lente e poi nulla: solo allora le scale riprendono il moto.

La mostra, promossa dal Comune di Milano-Cultura, è prodotta e organizzata da Palazzo Reale di Milano, Arthemisia Group e 24 Ore Cultura-Gruppo 24 Ore, in collaborazione con la Escher Foundation, ed è curata da Marco Bussaglie Federico Giudiceandrea.

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Escher (Palazzo Reale, Milano - 24 giugno 2016-22 gennaio 2017)

Orari
- lunedì 14.30-19.30
- martedì, mercoledì, venerdì e domenica 9.30-19.30
- giovedì e sabato 9.30-22.30

Biglietti
- intero 12 euro
- ridotto 10 euro
- ridotto speciale 6 euro
- biglietto famiglia 10 euro adulto (1 o 2 adulti) + 6 euro per bambino da 6 a 14 anni

Informazioni: 02 8929711

R.M.

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