Vegani a Milano: è nato l'Info Point antispecista

Uno spazio aperto al dialogo per comprendere meglio le idee degli animalisti. «Non vogliamo convincere nessuno, solo generare riflessioni». Aperto ogni lunedì pomeriggio

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Milano - Lunedi 11 aprile 2016

Sono giorni di accesa polemica tra vegani e anti-vegani. Televisione e radio straripano della voce e delle immagini di Giuseppe Cruciani con al collo una salama (a mo' di foulard) e di individui minacciosi che vogliono fargli la pelle. Per i milanesi interessati a comprendere meglio le idee e le proposte degli animalisti, affrontandole con un po' più di calma ed equanimità di quanto sia possibile nell'arena degli studi televisivi, da alcune settimane c'è un nuovo spazio aperto al dialogo e al confronto.

L’Info Point antispecista si trova in via Confalonieri 3, nel quartiere Isola, ai piedi del bosco verticale, all’interno di Piano Terra, uno spazio autogestito da giovani che da anni offre molto ai cittadini della zona in termini di intrattenimento e approfondimento culturale: concerti, spettacoli, proiezioni di film, presentazioni di libri, corsi di teatro, arti marziali, danza e canto, mercatini e gruppi d'acquisto solidale che si aggiungono ai numerosi incontri organizzati da vari collettivi.

Fra i vari appuntamenti settimanali del Piano Terra, l’Info Point animalista è aperto tutti i lunedì pomeriggio dalle 14.00 alle 20.00. L’incontro con il gruppo antispecista rappresenta l’opportunità per confrontarsi su una questione emotivamente coinvolgente e intellettualmente stimolante, ma anche l’occasione per bere un bicchiere di vino in buona compagnia. Abbiamo intervistato uno dei gestori, Giorgio Losi.

Che cos'è, concretamente, un Info Point antispecista?
«È sostanzialmente un banchetto sul quale esponiamo alcuni libri. Chiacchieriamo con chiunque abbia voglia di venirci a trovare per farsi un'idea di cosa passa per la testa a questi pazzi furiosi di cui dappertutto si fa un gran parlare: i famigerati animalisti. Noi in particolare ci definiamo antispecisti per differenziarci da altri gruppi che si occupano solo di soccorrere cani, gatti o la fauna selvatica in difficoltà. Gli zoofili e i protezionisti fanno un gran lavoro ma trascurano alcuni punti di criticità davvero notevoli quando si viene a parlare del posto che occupano gli altri viventi nella nostra società. Quella che noi auspichiamo è una rivoluzione culturale e politica totale, che possa annullare le relazioni di dominio che attualmente gli esseri umani intrattengono con le altre specie. L'umanità in generale si è scordata di non essere che una delle molteplici specie che popola questo pianeta e dà per scontato che sia naturale la schiavitù che negli ultimi diecimila anni abbiamo imposto a chi è diverso da noi. In realtà si tratta di un fatto storico-sociale giustificato da ideologie pseudo-scientifiche, proprio come la schiavitù umana (basta leggere Aristotele), la discriminazione femminile o quella verso gli omosessuali. Allo stesso modo, anche nei confronti degli altri animali non ha senso appellarsi a un concetto pretestuoso e ambiguo come quello di natura, piuttosto dobbiamo decidere insieme se vogliamo continuare a imprigionare, commerciare e annientare chi ci sta di fronte disarmato (non hanno i mezzi per resistere efficacemente alla sopraffazione, benché ci provino strenuamente) oppure se vogliamo instaurare un rapporto più benevolo con loro. Non siamo qui per convincere gli altri a mangiare vegano (sebbene speriamo che con il tempo diventi la norma), ma per invitarli a riflettere e a dare un loro contributo a questa campagna ambiziosa che ha come obiettivo finale la chiusura di tutti gli allevamenti, i mattatoi, gli zoo, gli acquari, i laboratori e ogni altro luogo di sfruttamento e reclusione».

Quali sono i materiali che proponete?
«Abbiamo spille, adesivi, volantini e opuscoli gratuiti per chi volesse cominciare ad impratichirsi con i progetti che portiamo avanti. Ciò a cui teniamo di più naturalmente sono i libri, che spaziano dalla narrativa (La giungla di Upton Sinclair, Sotto la pelle di Michel Faber e Guida il tuo carro sulle ossa dei morti di Olga Tokarczuk, per dire qualche titolo), alla saggistica (Crimini in tempo di pace di Massimo Filippi e Filippo Trasatti, ad esempio) fino alla filosofia vera e propria (uno per tutti, cito Zoografie di Matthew Calarco). La letteratura antispecista sta vivendo un gran fermento in questi anni, per restare aggiornati è un ottimo strumento la rivista Liberazioni, che raccoglie i contributi più interessanti a livello internazionale sulla questione animale».

Quanto successo avete riscontrato finora? Avete altre iniziative in programma?
«Siamo soddisfatti, passa sempre qualcuno di qui ed è un piacere confrontarci con chiunque manifesti un certo interesse per l'argomento. Non facciamo la morale a nessuno e amiamo discutere anche con chi la pensa diversamente da noi. Per quanto riguarda la nostra agenda, ci teniamo a segnalare un appuntamento per giovedì 14 aprile: l’aperitivo con i Troglodita Tribe, una coppia davvero geniale che si occupa di auto-editoria. Sono a Milano solo eccezionalmente e portano con sé un'opera d'arte che hanno realizzato apposta per l'occasione: una serie di pannelli composti da vecchie cartoline su cui hanno incollato le immagini di animali completamente fuori contesto. Tutte insieme innescano una bella riflessione sullo spazio cittadino e sul bisogno urgente di una sua riappropriazione da parte della comunità (inclusi gli altri animali, perché no?). Dalle 22.00, poi, concerto dei Radar, un gruppo jazz sperimentale».

Patrick Martinotta

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