Collezione Branca. Il museo che racconta una storia italiana

Fernet Branca

Fernet Branca © « м Ħ ж » / Flickr.com

Un viaggio dentro il Fernet. Lo storico marchio si svela in un percorso ricco di memorabilia. A Milano in via Resegone. Info, orari e fotogallery

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Milano - Martedi 16 giugno 2015

C’è uno stabilimento in via Resegone, a Milano, dove sembra che il tempo si sia fermato. Da fuori è di una discrezione assoluta, un logo appena necessario ad identificare l’azienda: Distillerie Fratelli Branca. All’interno dell’edificio si scopre invece un’azienda viva, moderna, dove si respira fin da subito quell’abitudine tutta milanese delle aziende d’eccellenza di mantenere un profilo basso nei fronzoli e concentrato sulla sostanza, dove le scale gerarchiche sono ben definite ma si danno tutte del tu con tono famigliare.

Qui ha sede la Collezione Branca, il museo aziendale che ripercorre la storia della famiglia ma soprattutto dell'amaro Fernet e di tutta la produzione nota nel mondo: Brancamenta, Caffè Borghetti, Sambuca Borghetti, Grappa Candolini (tra gli ultimi acquisti del gruppo).

La tendenza delle aziende a creare percorsi, luoghi, attività che mantengano viva la storia del lavoro e dei luoghi in cui sorgono è sempre più diffusa, specialmente in ambito alimentare (il Museo Amarelli della liquirizia in Calabria, il Museo Storico Perugina di dolci e cioccolato, il Museo Cirio della nota azienda di conserve alimentari e molti altri): l’Italia in questo è, per numero, capofila in Europa.

La storia di Branca inizia nel 1845, quando Bernardino Branca e i suoi tre figli iniziarono l’avventura che portò nel mondo il più famoso dei loro prodotti, il Fernet, a base di erbe e radici (ben 27) provenienti da quattro continenti, la cui formula è segreta e tuttora custodita dalla famiglia. Un digestivo considerato medicinale, tanto che durante il periodo del proibizionismo americano si decise di aprire una filiale nel Stati Uniti, risultando legale.

Il percorso della Collezione Branca inizia con i ritratti di Bernardino, dei figli Giuseppe e Luigi, della moglie Carolina Erba, passa attraverso le stanze in cui sono esposti i numerosi gadget tra suppellettili e francobolli, poster, tutti rigorosamente riportanti il logo con l’aquila disegnato dal’artista triestino Leopoldo Metlicovitz, ancora oggi simbolo aziendale. E poi gli storici calendari, ampolle e attrezzi.
Una serie di medaglie testimonia gli innumerevoli riconoscimenti raccolti dai prodotti Branca negli anni.

Gli ambienti ricostruiti come l’ufficio, il laboratorio per le analisi, la sartoria (le divise dei lavoratori venivano cucite internamente) evidenziano come l’artigianalità e l’attenzione dietro a ogni scelta sposino da sempre la filosofia del made in Italy ante litteram, la stessa che fa optare nel 2015 per una produzione in botti in legno.

Un bar per la degustazione completa questo tour visitabile su appuntamento il lunedì, il mercoledì e il venerdì (ingresso gratuito, ore 10.00-15.00), ma che, per la tutta la durata di Expo, è aperto tutta la settimana (sempre su prenotazione). Per info, chiamare il numero 02 8513970 o scrivere una email.

Proprio nella sede di via Resegone è stato celebrato in maggio l’anniversario per i 170 anni di Branca in presenza del sindaco di Milano Giuliano Pisapia e del presidente e amministratore delegato Niccolò Branca.
Per questa occasione è stato recentemente emesso un francobollo celebrativo ed è da poco uscito in libreria Sulle ali dell'eccellenza un volume che delinea il ritratto della Branca edito da Rizzoli.

Simone Zeni

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