Uomini e Insetti, ritrovare la vita nei gay club di Milano

Il primo romanzo di Alberto Milazzo. Un artista che ha perso ogni speranza e si getta in un mondo frenetico. Pubblichiamo l'incipit

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Milano - Martedi 19 maggio 2015

A un anno da oggi sarà tutto finito.
Sente affiorare le parole alla coscienza, come gli fossero sussurrate dietro le orecchie.
«Un ultimo anno» bisbiglia fra sé.
Chiude gli occhi. La gente intorno, i sacchetti dello shopping, le gonne leggere; piccoli urti. Sono api. Io, pensa Andrea, un fiore qualunque.
È un istante di vera consapevolezza. Sente l’ultimo sole sul viso, le gambe ben piantate per terra, il mondo sciamargli intorno con un rumore inconsistente, e gli sembra così semplice. Improvvisamente chiaro. Non poteva che finire qui. Con questa fulminea ma profonda intuizione. Deve averlo saputo da sempre. E chissà perché lo realizza solo adesso.

Riapre gli occhi.

La gastronomia dall’altra parte della strada serve le ultime porzioni della giornata ad avventori dall’aria vagamente disperata.
Fra poco i negozianti chiuderanno i loro esercizi e via Torino s’acquieterà. Lo ha visto succedere tante volte, bastava uscire un po’ in ritardo dalla sua seduta e trovava la via abbonacciata e quasi inerme, come spaurita dalla calma improvvisa. Andrea s’affretta lasciandosi via dei Piatti alle spalle. Scivola a fianco del monumentale tamburo della chiesa di San Sebastiano e non rinuncia a sbirciare la cima della cupola. La conosce a memoria, un incastro di archi e frecce, al posto della più prosaica croce latina, e però Andrea solleva lo sguardo e s’incanta ogni volta per quel vezzo ardimentoso. Poco più in là, le insegne cominciano già a spegnersi.

Deve prendere la metro in piazza Duomo per tornare a casa. Cuce un passo dietro l’altro. A un anno da oggi, riflette, non sarò più qui.
Adesso sa cosa fare. Ed è un sapere molecolare, una consapevolezza che è germinata prima nelle sue cellule e solo dopo è sbocciata nella sua corteccia frontale.
Dovrebbe avere paura? si chiede.
Gli pare al contrario di sentire scendere con la prima sera una pace leggera che gli si posa sulle spalle stanche.

Uomini e Insetti, la copertina del libro di Alberto Milazzo

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Uomini e Insetti (Mondadori, 2015, 248 pp, 19 Eu) di Alberto Milazzo

Andrea è un artista singolare, nelle sue opere reinterpreta i classici dell’arte attraverso un raffinatissimo montaggio d’insetti. Alle dolorose ferite del passato si aggiungono quelle del presente: i suoi rapporti sentimentali sembrano destinati a non durare. Con lucidità, decide che se questa è vita, lui preferisce rinunciarci. Si dà un anno e non un giorno di più. Nel tempo che gli rimane, sfida l’esistenza a mostrargli qualcosa per cui valga la pena restare. Si immerge nel frenetico universo gay di Milano: tra palestre, cruising bar e chat, affastella corpi su corpi, incontra personaggi strambi, colleziona specie di uomini come colleziona insetti. Fino a quando riceve in dono il diario di sua madre, morta quando lui aveva 16 anni.

Alberto Milazzo, siciliano, è musicista, drammaturgo e regista di spettacoli ed eventi. Ha lavorato con Roberto Bolle, Philip Glass, Isabelle Huppert, Norman Foster, Agatha Ruiz de la Prada, John Richmond e molti altri. Questo è il suo primo romanzo.

Alberto Milazzo

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