'Icaro e Dedalo s.r.l' al Teatro Leonardo

Icaro e Dedalo s.r.l.

Icaro e Dedalo s.r.l.

Fino al 28 ottobre in scena l'ultimo testo scritto e diretto da Gianfelice Facchetti. Una rilettura del mito fra le strette mura domestiche. La recensione

Milano / Spettacoli / Teatro

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ICARO & DEDALO s.r.l
Lo spettacolo, scritto e diretto da Gianfelice Facchetti, racconta il mito di Icaro che tenta il volo e sfida il cielo, partendo dal quadretto della casa-labirinto in cui vive in compagnia della madre e di suo padre Dedalo.
Il labirinto è un luogo apparentemente protetto dove i corpi sono prossimi alla reciproca offesa, il luogo eletto per comprendere il concetto di "spirale di violenza" che spesso imprigiona padri, madri e figli.

Milano - Giovedi 25 ottobre 2012

Un labirinto che trova la fine nell’inizio è in scena fino al 28 ottobre al Teatro Leonardo da Vinci (via Ampere 1). È la trama di Icaro & Dedalo s.r.l., scritto e diretto da Gianfelice Facchetti e prodotto dalla Compagnia Facchetti De Pascalis in collaborazione con CRT Centro di Ricerca per il Teatro.

Le conseguenze della caduta del primo uomo che ha sfidato il cielo aprono la pièce con la morte del figlio e lo straziante dolore del «padre infelice – scriveva Ovidio – ormai non più padre». Il mito dei due fuggiaschi pennuti e incerati da abile invenzione è nota, ma Facchetti racconta un’altra storia, inestricabile e annodata su se tessa, sullo scontro di ruoli e generazioni.

Quella della famiglia di Dedalo, interpretato da Pietro De Pascalis, architetto e inventore di ingegno, e genitore manesco, assente e omicida. Di una madre, Annalisa Salis, casalinga protettiva, affettuosa e bambina. E ancora, come Facchetti, narratrice di storie al suo eterno bambino Icaro Jacopo Fracasso.

La preferita è la favola di Pinocchio alla ricerca di Geppetto che, a sua volta, si mette sulle tracce del burattino. Cercare, ma senza trovare, perché la madre arriva a raccontare le avventure di Pinocchio fino al suo arrivo nel Paese dei Balocchi, dove la distanza tra padre e figlio è al suo apice, proprio come quella tra i suoi uomini, precipitati da Vittoria Papaleo, scenografa e costumista, nei toni tragici e sublimi del Caravaggio dove la luce serve a illuminare la spietata tragedia in atto.

Ore 20.45, domenica ore 16. Ingresso 22-11 Eu.

Laura Cusmà Piccione

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