Al PAC la personale-performance. Alla galleria Lia Rumma la mostra 'With Eyes closed I see Happiness'. Poi il documentario e una conferenza aperta al pubblico
Milano
Martedi 20 marzo 2012
Ipnotica, magnetica, magica. Quando si parla di Marina
Abramovic questi aggettivi ricorrono spesso. L'artista,
nata a Belgrado nel 1946 e considerata la più importante
rappresentante della Body Art, è protagonista di
una serie di eventi ed esposizioni in questo marzo
milanese.
Mercoledì 21 marzo al Pac (via Palestro 14)
inaugura The Abramovic Method. La mostra,
curata da Diego Sileo ed Eugenio
Viola e prodotta dal Comune di Milano, è il primo
lavoro realizzato dall'artista dopo la retrospettiva al
MoMA di New York del 2010.
Fedele alla sua linea di coinvolgimento emotivo e sensoriale dello
spettatore, Abramovic fa un ulteriore step nella riflessione
culminata con The Artist is Present. In
quel caso l'artista seduta di fronte a un tavolo vedeva "scorrere"
davanti a sé i volti via via diversi dei visitatori che
avevano deciso di incontrarla. Il tutto per tre mesi, sette ore al
giorno.
Questo incrocio di sguardi, privo di ogni altra interazione,
costituisce il nucleo del metodo Abramovic. Metodo
che dà il titolo alla mostra milanese e
prevede una partecipazione attiva di chi si reca al
Padiglione d'Arte Contemporanea.
I visitatori potranno infatti entrare in relazione con una serie di
installazioni interattive attraverso tutti e cinque i sensi.
A guidare la performance sarà l'artista
stessa nei primi giorni d'apertura, dal 25 marzo invece
toccherà agli studenti dell'Accademia di Brera fare da
ciceroni al metodo. Leggi il nostro réportage sulla
performance.
Oltre alla mostra ospitata nello spazio di via Palestro
fino al 10 giugno, l'arte di Marina Abramovic
invaderà la città anche in un'altra location, la
galleria Lia Rumma (via Stilicone 19) dove il 21 marzo apre al
pubblico With Eyes closed I see
Happiness.
La personale, visitabile fino al 5 maggio,
è un invito all'astrazione meditativa e
alla riflessione interiore come intuibile fin dal titolo che si
può tradurre in italiano con A occhi chiusi vedo la
felicità. In mostra, sculture e fotografie di grande
formato, ad ingresso libero.
Sempre il 21 marzo alle 21 gli appassionati d'arte
e gli studenti potranno incontrare l'artista al teatro Dal Verme
(via San Giovanni sul Muro 2) dove terrà una conferenza
intitolata The Past, Future
and Present of Performance Art. Un'occasione per
ascoltare dal vivo la storia del suo percorso artistico e rivedere
in video alcuni lavori. Ingresso 5 Eu,
informazioni e prenotazioni allo 0254915.
A chiudere il carnet di eventi, ci pensa la proiezione del
documentario Marina Abramovic. The Artist is
Present di Matthew Akers che
giovedì 22 viene presentato per la prima
volta in Italia all'Apollo (galleria De Cristoforis 3) dopo il
successo riscosso al Festival di Berlino. Il film sarà
visibile alle 20 e alle 22.15, sarà presente l'artista. Info
02780390, ingresso 8 Eu.
Lorenza Delucchi
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MARINA ABRAMOVIC
Marina Abramovic è nato a Belgrado nel 1946. Vive e lavora a New York, dove si sta occupando dell'apertura del Marina Abramovic Institute for Preservation of Performance Art.
Attiva da oltre quarant'anni è considerata la principale esponente della Body Art.
Leone d'Oro alla Biennale di Venezia nel 1997, ha esposto in tutto il mondo, dal Centre Georges Pompidou di Parigi, al Guggenheim Museum e al MoMA di New York, al Garage Art Center di Mosca.
Nel 2011 Bob Wilson ha messo in scena uno spettacolo dedicato a lei intitolato The life anf the death of Marina Abramovic.
Esce in questi giorni in Italia la biografia Quando Marina Abramovic morirà scritta dall'ex assistente James Westcott (Johann&Levi, 2012, 350 Eu, 32 Eu).
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