'La Mia Milano' al ristorante

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Nando Dalla Chiesa, Carlo Antonelli, Alessandra Faiella, Sandrone Dazieri e tanti altri ci svelano il locale dove preferiscono mangiare

'La Mia Milano' al ristorante

© flickr - avlyxyz

Milano
Giovedi 8 marzo 2012

LA MIA MILANO

La Mia Milano è una rubrica che racconta la città attraverso gli occhi di personaggi del mondo della cultura e dello spettacolo - attrici e attori, scrittori, architetti, amministratori e trendsetter - con una caratteristica in comune: vivere nel gran Milàn.

Di seguito una selezione di ristoranti suggeriti da attrici, scrittori, cantanti e intellettuali che abbiamo intervistato nel primo anno della rubrica.

Qual è il tuo ristorante preferito? Scrivi a "> e raccontaci il perché della tua scelta.

Nel marzo 2011 Carlo Antonelli - ex direttore del magazine Rolling Stone, oggi al timone di Wired - ha tenuto a battesimo La Mia Milano, la rubrica che mette a nudo la città attraverso gli occhi di personaggi della cultura e dello spettacolo.

Nel corso dell'intervista, Antonelli ci guidava alla scoperta della città, svelandoci anche il nome del suo ristorante preferito. Da quel debutto, in tanti hanno risposto alle nostre domande: dal politologo Giorgio Galli alla cantante Paola Iezzi e poi l'attrice Alessandra Faiella, gli scrittori Sandrone Dazieri, Paolo Roversi e Giorgio Fontana, la direttrice del Museo del Novecento Marina Pugliese e il sociologo Nando Dalla Chiesa, per citarne alcuni.

Tutti, o quasi, si sono aperti, ricordando aneddoti del proprio passato, passioni e ideosincrasie.
Per festeggiare il primo anno di vita di La Mia Milano, abbiamo pensato di riproporvi le risposte che gli intervistati hanno dato a proposito di una questione gastronomica.
La domanda è Qual è il tuo ristorante preferito? Ciascuno ha detto la sua. Quello che emerge è un insolito itinerario nella città con le gambe sotto il tavolo.

CARLO ANTONELLI, direttore di Wired Italia
Mi piace la Trattoria Bagutta (via Bagutta 14) per l'ambiente più che per il cibo. D'estate invece voto Da Berti (via Francesco Algarotti, 20) per il giardino.

FEDERICO BACCOMO DUCHESNE, scrittore
La pizzeria del Signor Aldo (via Cesare da Sesto 5). Si mangia bene, si spende poco, ci si sente in famiglia.

NANDO DALLA CHIESA, sociologo e docente
L'Ostello Bello (via Medici 4) di mio figlio. Il perchè? Il cosmopolitismo di cui sopra.

SANDRONE DAZIERI
, scrittore
Vado spesso all'Indiana Post (via Casale 7) in zona Navigli. Fanno cucina americana e tex-mex, anche se io non mangio la carne, sono vegetariano.

ALESSANDRA FAIELLA
, attrice e scrittrice
Semper i stess: l'Arci Bellezza (via Bellezza 16) e poi segnalo anche I Lampioni (via Bessarione 32) al Corvetto, una trattoria milanese come quelle che non ci sono più: ambiente popolare, cucina sincera e sostanziosa, prezzi più che onesti.

SEBASTIANO FILOCAMO
, attore e regista
Non faccio vita notturna e non mi piace andare per locali e ristoranti...e sono astemio. Non ricordo mai neppure i nomi dei ristoranti dove ho mangiato bene. Quelli che mi vengono in mente sono il Joia (via Panfilo Castaldi 18), un ristorante vegetariano un po' caro ma in cui si mangia bene. Oppure la pizzeria La Fabbrica (Alzaia Naviglio Grande 70), casual e con ottima pizza e tiramisù. Anche il Centro Macrobiotico Italiano (via Larga 7), solo a pranzo. Qualche aperitivo al Pandenus (via Tadino 15) la panetteria che diventa happy hour in via Tadino di fronte alla mia scuola media.

GIORGIO FONTANA, scrittore
Una volta ogni dieci giorni circa mangio giapponese al Blue Nami (via Venini 54): piccolo, intimo e con un gran rapporto qualità/prezzo. Poi be', la pizzeria Spontini (che strano) e Martino (via Farini 8), una meravigliosa trattoria dove si mangia della chianina che lèvati.

GIORGIO GALLI, politologo
Vado spesso al Verdi (piazza Mirabello 5), è sotto casa mia. Non ha un giardino, ma ci si sta bene, c'è un'atmosfera piacevolmente familiare.

PAOLA IEZZI, cantante
In realtà non ho un ristorante preferito, anche più spesso che in altri, vado al Seven (viale Montenero 29) perché mi piace la carne, e perché l'atmosfera è informale, cool e non è troppo caro. Però mi piacciono molti ristoranti a Milano. Fioraio Bianchi (via Montebello 7) è stupendo, ma anche Pane e Acqua (via Bandello 14) o il Garghet (via Selvanesco 36) e Arlati (via Nota 47), tipici ristoranti di cucina milanese che adoro.
Poi c'è un giapponese dove vado a piedi spesso. Molto buono e bello esteticamente, si chiama Ka Kao (piazzale Cantore 3). Comunque a Milano si mangia bene praticamente ovunque, siamo fortunati, perché amo la buona cucina.

MARIA
GRAZIA MATTEI, esperta di digital media
L'Osteria del Treno (via San Gregorio 46). Pochi, eccellenti piatti e atmosfera densa di storia.

OLIVIERO PONTE DI PINO, direttore editoriale di Garzanti
L'Osteria del Treno
(via San Gregorio 46) un pezzo della Milano operaia di fine Ottocento che sposa i giacimenti gastronomici. E ci potete incontrare anche Angelo Bissolotti: fatevi raccontare cosa vi dà da mangiare e qualche pezzo della sua vita...

MARINA PUGLIESE, direttrice del Museo del Novecento
Sempre per rimanere nel quartiere direi l'Osteria del Treno (via San Gregorio 46), per la pasta fatta in casa, per a cucina giapponese indubbiamente Osaka (via Garibaldi 68).

PAOLO ROVERSI, scrittore
Il Casanova del Westin Palace (piazza della Repubblica 20) perché ogni volta riescono a sorprendermi con qualche piatto inaspettato.

LDe
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