Ivan Scalfarotto presenta il libro 'In nessun paese'

Ivan Scalfarotto presenta il libro 'In nessun paese'

L'intervista al politico, autore di un volume che descrive le storie delle famiglie italiane non tradizionali. Senza diritti e tutele

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Milano - Lunedi 20 settembre 2010

«L'Italia è l'unico paese dell'Europa Occidentale dove non esista una forma di unione diversa dal matrimonio. O c'è quel sigillo o due persone - non importa da quanto vivano insieme - per la legge sono estranei». A parlare è Ivan Scalfarotto: 45 anni, bancario fino al 2005 quando si è affacciato alla ribalta politica partecipando alle primarie dell'Unione. Uscito sconfitto dalle votazioni interne al suo schieramento, è oggi vice presidente del Partito Democratico e fa parte di una minoranza molto sensibile ai diritti civili e alla laicità delle scelte personali.

Quando lo raggiungo al telefono, è gioviale e trafelato. Da qualche settimana va su e giù per lo stivale per parlare del suo libro In Nessun Paese, scritto a quattro mani con il giornalista Sandro Mangiaterra. Il volume racconta le vicende private dei tanti italiani con famiglie "alternative" (convivenze omo e eterosessuali, seconde e terze unioni con prole al seguito, nuclei familiari ricomposti...) con l'obiettivo di dimostrare quanto il nostro paese sia indietro sui diritti dell'amore. «Le coppie di fatto in Italia sono più di un milione». - mi dice - «cifra che va ovviamente raddoppiata e alla quale occorre sommare gli eventuali figli dell'unione». Qualche calcolo e metto a fuoco che il numero di donne e uomini coinvolti nel problema si aggira intorno ai tre milioni.

«Pare impossibile che da noi non si riesca a regolamentare questo tema: paesi cattolicissimi, come il Portogallo e l'Irlanda, ci hanno superato, garantendo ai conviventi pari diritti rispetto alle coppie sposate» - Scalfarotto fa una piccola pausa e poi riprende - «Altro discorso sono le unioni fra persone dello stesso sesso, a cui il matrimonio è invece del tutto precluso. A questi cittadini e alle loro differenti esigenze va comunque fornita una risposta».
Ma possibile che la politica italiana non prenda atto di un'esigenza non ideologica, quanto piuttosto civile? «La politica conosce questi problemi, al punto che i parlamentari hanno esteso ai propri compagni/compagne le garanzie date dalla "carta". L'hanno fatto per sé, ma tardano a fare altrettanto per gli italiani».
E quali solo le ragioni di un simile ritardo? Scalfarotto ribatte svelto: «La politica è pigra e vecchia, la classe dirigente italiana è anagraficamente figlia di tempi e educazioni diverse - prosegue - a ciò va aggiunto un altro aspetto: sempre più nella scelta dell'agenda politica si insegue l'aspettativa e il sentire dell'italiano medio. Così, nel dubbio che questo "strano animale" sia incapace di accettare nuove tutele per i conviventi, si scantona il problema, passando ad altro. Dimenticando che oggi molti - anche gli uomini e le donne della strada - hanno un divorzio alle spalle, nuovi amori e famiglie allargate».

Quali sono le proposte che ha racchiuso nel libro? «Io ritengo che le prime mosse da fare siano due, estendere la possibilità di sposarsi a tutti i cittadini e riconoscere per legge i diritti-doveri derivanti dalla convivenza». Le idee che Scalfarotto mette nero su bianco nel libro sono dieci e includono anche, fra le altre, la necessità di un congedo lavorativo esclusivo per i padri, l'approvazione di una legge sull'omogenitorialità e la riassegnazione anagrafica alle persone transessuali, che oggi devono obbligatoriamente essere operate per completare l'iter del cambio di sesso. «Ciò che mi premeva nel preparare il libro - aggiunge - era provare a fare qualcosa perché le piccole vessazioni quotidiane nelle quale molti italiani incorrono ogni giorno trovassero voce. Nel libro mi sono esposto, raccontando la mia storia. Per anni ho vissuto all'estero e non ho mai fronteggiato i problemi che ho qui, nel mio paese. Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B, lo stato deve capirlo».

Il tempo di un respiro e prosegue: «Mi colpisce che un paese libertino nei comportamenti pubblici, dove condono, amnistia e evasione fiscale sono all'ordine del giorno e non fanno neppure scandalo, adotti criteri che è riduttivo definire paternalistici rispetto alla vita privata del cittadini. Lo stato si comporta come una vicina occhiuta e pettegola, che vuole sapere tutto e curiosa nelle vite altrui».
Per concludere gli chiedo come gli italiani che incontra lungo la penisola abbiano accolto il libro: «I riscontri sono positivi, sento vicinanza e calore rispetto al tema. Alla lettura del libro ora si può dar seguito con i fatti, sottoscrivendo le dieci proposte che dal 20 settembre sono on line sul sito www.ivanscalfarotto.it».

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CHI È IVAN SCALFAROTTO?

Ivan Scalfarotto è nato a Pescara 45 anni fa. Laureato in giurisprudenza, ha vissuto a Foggia, Napoli Milano, Londra e Mosca. Prima di entrare in politica, ha lavorato in banca, dove ha ricoperto il ruolo di direttore delle risorse umane.

Omosessuale dichiarato, da sempre lotta per far sì che i diritti delle persone omosessuali, bisessuali e transessuali vengano rispettati, ovunque, anche nel mondo del lavoro.
L'impegno politico di Scalfarotto inizia nel 2005, quando decide di partecipare alle Primarie dell'Unione. Sconfitto - alla carica di candidato primo ministro correvano anche Prodi, Di Pietro, Mastella, Pecoraro Scanio e Simona Panzino - resterà un outsider fino al 2007 quando decide di entrare a tutti gli effetti nei Democratici di Sinistra.

Due anni dopo, nel novembre 2009, viene eletto vicepresidente del neonato Partito Democratico. Attualmente lavora come consulente strategico nel campo delle Risorse Umane e collabora con L'Unità e Il Post.

Lorenza Delucchi

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