Da Dancing Queen a The Winners Take It All, da Money, Money, Money a Take A Chance On Me: gli anni Settanta tornano a Milano con Mamma mia!, il juke-box musical ispirato alle canzoni degli Abba, al Teatro Nazionale dal 24 settembre 2010.
Tutti pronti, quindi, a rispolverare zeppe, cotonature, glitter e pantaloni a zampa d'elefante: Mamma mia!, già visto in inglese agli Arcimboldi nella passata stagione, debutta in prima assoluta nella traduzione italiana, pronto a confermare il successo che ormai da più di un decennio accompagna lo spettacolo in tutto il mondo.
Tradotto in otto lingue - dal coreano all'olandese -, fin dal debutto londinese nel 1999 lo spettacolo ha totalizzato 40 milioni di spettatori e realizzato incassi per due miliardi di dollari.
Una fortuna costruita sul solido progetto della Universal e degli ex-Abba Björn Ulvaeus e Benny Andersson: costruire un "juke-box musical" in grado di fare leva sulla nostalgia del pubblico per i successi discografici del gruppo pop svedese che, pur essendosi sciolto nel 1982, continua ancora oggi a vendere più di due milioni di dischi ogni anno. Il risultato è un prodotto che diverte, costruito con ventidue hit rivedute, corrette e distribuite su una trama assemblata con grande mestiere dalla drammaturga inglese Catherine Johnson.
Tacendo i numerosi "prestiti" dal film Buonasera, Mrs Campbell (1968) in fase di scrittura, sono proprio gli incastri cronometrici del plot, sommati alla vagonata di buoni sentimenti e alla gradevole leggerezza della narrazione, a rappresentare l'equilibrato mix che ha determinato il successo di Mamma mia!. Un musical che appassiona proprio perché è molto più di un Greatest Hits degli Abba.
La trama infatti, per quanto improbabile, cattura lo spettatore fin dalle prime battute. Nella paradisiaca cornice di un'isola greca, una figlia decide, all'insaputa della madre, di invitare al proprio matrimonio i tre uomini che appartengono al passato della donna, per cercare così di scoprire la vera identità del padre. Tra beffe, equivoci e divertenti schermaglie amorose, la commedia si chiuderà con l'inevitabile lieto fine.
Incassi record e una trama a orologeria che hanno affascinato anche Hollywood: del 2008 è la trasposizione cinematografica con le star Meryl Streep, Pierce Brosnan e Colin Firth.
La versione italiana, con protagonista Chiara Noschese nel ruolo di Donna, è pronta a replicare il successo riscosso dal musical all'estero: dopo il fortunato allestimento de La bella e la bestia, il Teatro Nazionale prosegue l'investimento sulle produzioni del colosso multinazionale olandese Stage Entertainment; titoli di sicuro riscontro al box-office che diventano regolarmente i più visti delle stagioni teatrali milanese.
È ancora presto per dire se sarà "Abba mania", ma anche se pantaloni a zampa, camicette attillate e fantasie strobo dovessero rimanere negli armadi - col rammarico di pochi -, le note sempreverdi degli anni Settanta riempiranno di spensieratezza l'autunno musicale in cui è già certo il dominio dei sogni a buon mercato. Anzi, neanche troppo a buon mercato: la poltronissima di platea è disponibile al prezzo, non proprio popolare, di 85 Eu (ridotto bimbi 29 Eu).