La Libreria delle donne è la prima libreria (e unica, almeno a Milano) che ruota intorno all'universo femminile e dove si vendono esclusivamente testi scritti da donne.
Nata nel 1975 per dare voce a "un sesso senza scrittura e assente dalla storia", costituiva all'epoca un gesto senz'altro sovversivo, ma che rispondeva all'esigenza di diffondere, discutere e approfondire ciò che le donne pensavano e scrivevano, perchè potesse diventare ricchezza collettiva.
E da allora l'idea di questa iniziativa è diventata uno spazio fisico (sito in via Pietro Calvi 29), oltre che simbolico, dove molte donne - e da qualche tempo anche alcuni uomini - si incontrano per dare vita ad un originale laboratorio di pratica politica, uno dei punti di riferimento più significativi del femminismo italiano e internazionale.
«Siamo una cooperativa di circa 50 donne, che si regge esclusivamente sul volontariato – spiega la responsabile Renata Dionigi - una realtà politica composita e in continuo movimento ed evoluzione creata per dare voce al pensiero e alla scrittura delle donne. Un luogo politico, per come noi abbiamo inteso la politica che non ha niente a che vedere con le istituzioni e i partiti. La chiamiamo politica del partire da sé: nasce dall'esperienza che ciascuna fa, dallo stare insieme in un'impresa di donne ma anche nel mondo, e si basa sulla relazione. Un'associazione che non rivendica la parità, ma al contrario dice che la differenza delle donne c'è. E noi la teniamo in gran conto questa differenza, la coltiviamo con la pratica della relazione e con l'attenzione alla letteratura, alla poesia, alla religione, alla filosofia, alla storia, al cinema».
Attualmente qui si possono trovare più di tremila autrici e una quantità complessiva di opere che supera i 10mila titoli, molti dei quali sono esauriti e introvabili.
Da qualche mese c'è anche un piccolo spazio chiamato Gli Amici delle donne, dove ora è possibile trovare un po' di autori maschi.
Adiacente ai locali c'è uno spazio che ospita il Circolo della Rosa, il progetto nato nel 1990 per promuovere una libera circolazione del sapere femminile, ma che è soprattutto un luogo di incontro, di discussione, di convivialità e di divertimento. Un posto dove ritrovarsi per proporre liberamente, ma anche accogliere, iniziative, attività, presentazioni di libri, desideri di altre donne. Le socie sostengono questo progetto legato al Circolo con una sottoscrizione annuale, la tessera di iscrizione.
La libreria produce anche una rivista di pratica politica, Via Dogana, indipendente e trimestrale, al costo di 5 Eu. È curata da un gruppo di donne provenienti da ogni parte d'Italia che si riuniscono per affrontare tematiche importanti legate al mondo delle donne, su cui desiderano approfondire un dibattito. L'intento è quello di «offrire uno specchio adeguato della realtà che cambia per l'amore femminile verso la libertà, e si rivolge non solo alle donne ma anche agli uomini che sono insoddisfatti delle interpretazioni correnti della politica e del mondo».