E sono 20. Si rinnova anche quest'anno, con la ventesima edizione, l'appuntamento con il Festival del Cinema Africano, d'Asia e America Latina, occasione unica a livello europeo di conoscenza e confronto con le cinematografie del sud del mondo. Un'edizione importante sotto molti punti di vista: tra il 15 e il 21 marzo 2010 saranno più di 50 i lungometraggi sparsi tra le sezione competitive e non, 50 i paesi rappresentati e ben sette le sedi coinvolte, tra proiezioni e incontri. La manifestazione si svolgerà infatti presso l'Auditorium San Fedele, lo Spazio Oberdan, il Cinema Gnomo, il Cinema Rosetum, il Centre Culturel Francais de Milan, le librerie Feltrinelli e il Casello di Porta Venezia ovest - Casa del Pane.
SERATA INAUGURALE - L'ANTEPRIMA DI PRECIOUS
Il Festival si aprirà con la serata inaugurale del 15 marzo all'Auditorium San Fedele, durante la quale sarà proiettato in anteprima l'attesissimo Precious, recente vincitore di due Oscar. L'occasione rischia di essere unica, il che la rende ancor più preziosa: il film, pur avendo collezionato moltissimi riconoscimenti internazionali, non ha ancora un distributore italiano. Racconta la storia di una ragazzina obesa del Queens, che riesce ad emanciparsi da un contesto familiare fatto di soprusi e violenza attraverso l'aiuto di insegnanti e assistenti sociali. Ma soprattutto grazie a una forza di volontà silenziosa quanto ferrea. Pur trattando temi delicati e persino scabrosi, il film di Lee Daniels riesce a mantenere un tono asciutto e persino brillante, evitando qualsiasi scorciatoia verso indignazione e commozione.
La serata, a partire dalle 20.30, sarà aperta da una performance teatrale della Compagnia Alma Rosé.
IL CONCORSO PER LUNGOMETRAGGI FINESTRE SUL MONDO
Saranno nove le pellicole che si contenderanno i 15.000 Eu del premio per il miglior lungometraggio, sotto gli occhi della giuria presieduta da Inge Feltrinelli e composta anche da Isabella Ferrari e dal regista egiziano Ahmed Maher (in concorso all'ultima Mostra del Cinema di Venezia con Al Mosafer). Tra questi segnaliamo almeno Moloch Tropical, girato da Raoul Peck, ovvero l'unico regista haitiano conosciuto e valorizzato a livello internazionale. Il film è in pratica una rilettura creola del Moloch di Alexander Sokurov, ovvero una riflessione sul potere autocratico e dispotico direttamente connessa alla drammatica situazione politica del paese (recentemente devastato da un terribile terremoto). Da non perdere anche Adieu Gary di Nassim Amaouche, anteprima del film vincitore del Gran Prix de la critique a Cannes 2009.
IL CONCORSO PER DOCUMENTARI FINESTRE SUL MONDO E LE ALTRE SEZIONI COMPETITIVE
Stesso nome anche per la seconda sezione competitiva principale della rassegna, sottoposta al giudizio della giuria presieduta dalla firma critica del Corriere della Sera Maurizio Porro. Anche in questo caso saranno nove le opere che si contenderanno il riconoscimento, tra cui il pluripremiato e sconvolgente Enemies of the people di Thet Sambath e Rob Lemkin, in cui a parlare è il numero 2 del terribile regime dei Khmer Rossi che nella seconda metà degli anni '70, in Cambogia, si macchiò di un vero e proprio genocidio causando la morte di oltre due milioni di persone.
Ai due concorsi principali se ne affiancano altri 3: quello per il miglior cortometraggio, e quelli, trasversali alle varie sezioni, per il miglior film africano e per il miglior film con tematica pertinente razzismo e integrazione (Precious compete per questo premio), quest'ultimo legato alla campagna lanciata dalle librerie Feltrinelli Il razzismo è una brutta storia. Il 19 marzo alle 18.30, presso la libreria Feltrinelli di piazza Piemonte, due dei registi selezionati per la rassegna, insieme ad Anthony Suze (di cui parliamo più in basso) incontreranno il pubblico. Parteciperà anche Simonetta Agnello Hornby.
LE NOVITA' DI QUEST'ANNO: FORGET AFRICA e AFRICA NEL PALLONE
Sono due le rassegne nuove di zecca di questa ventesima edizione.
Forget Africa, in collaborazione con il Rotterdam Film Festival, è composta da film appositamente commissionati dal festival olandese a 12 registi (8 asiatici e 4 occidentali, tra europei e nordmericani), i quali si sono recati in altrettanti paesi africani in cui non erano mai stati con il compito di filmare, in collaborazione con artisti e registi locali, la loro prima impressione del luogo. Come sottolinea da Alessandra Speciale, direttrice artistica del festival, l'esito «oltre ad essere artisticamente ricchissimo, si contraddistingue per l'assenza dei soliti cliché che siamo abituati ad associare da occidentali all'Africa: non si parla di AIDS, né di guerre, né di carestie, ma della cultura e della bellezza dei paesi visitati».
In occasione dei mondiali di calcio del 2010 in Sudafrica, i primi in assoluto ospitati da un paese africano, non poteva mancare nemmeno una sezione dedicata all'abbinata cinema&calcio. Si chiama Africa nel pallone e conta 7 film, tra cui il commovente More than just a game, che alternando interviste, materiale di archivio e fiction, racconta la storia di cinque attivisti politici sudafricani rinchiusi per anni nel carcere di Robben Island durante l'apartheid. Sottoposti a ogni sorta di pressione e restrizione della loro libertà, i 5 sono riusciti a resistere alla prigionia grazie alla creazione di una piccola squadra di calcio in cui sfogare passione ed energie.
A questa sezione è abbinato anche un incontro importante, il 18 marzo, alle 17, presso lo Spazio Oberdan: insieme a giornalisti e produttori, sarà presente Anthony Suze, ovvero uno degli ex-detenuti del film. Probabile anche la presenza del calciatore Eto'o.
Ci sarà anche una sezione dedicata alla celebrazione del ventennale del festival, con 6 film di grandi registi, frequenti ospiti della manifestazione, tra cui Idrissa Ouedraogo, Haile Gerima e lo stesso Raoul Peck.
INCONTRI - LA CASA DEL PANE
La maggior parte delle occasioni di incontro per gli ospiti e il pubblico del Festival si concentrerà alla Casa del pane - Casello ovest di Porta Venezia, dove sarà allestito il Festival Center (aperto martedì 16 marzo dalle ore 18.30 alle 24.00, e da mercoledì 17 marzo a domenica 21 marzo dalle 10.00 fino alle 20.30). L'accesso al Festival Center e a tutte gli appuntamenti ospitati è gratuito.
Ogni giorno il bar del festival, gestito da Chico Mendes Altromercato, propone due occasioni fisse: l'Happy hour (18.30, con assaggi di cibo dal mondo) e l'Ora del té (conversazioni con gli ospiti del festival sorseggiando té di differente provenienza geografica).