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 Tetto Expodach, Thomas Herzog, Hannover
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Green Life: le città sostenibili in mostra alla Triennale |
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| Un'esposizione celebra i grandi progetti architettonici a impatto zero sull'ambiente. Per convincersi che non inquinare è possibile. Fino al 28 marzo. Di Lorenza Delucchi |
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Urbanizzazione intensiva. Perifrasi colta che sta a significare che tantissime persone in tutto il mondo vivono in città: negli ultimi anni l'inurbamento coinvolge ormai metà della popolazione mondiale. Un'enormità di donne e uomini che hanno bisogno di un tetto sulla testa, di servizi, uffici e spazi pubblici. Senza andare a discapito dell'ambiente. La soluzione paiono offrirla i cosiddetti edifici ecosostenibili. Ma è davvero possibile costruire edifici rispettando l'ambiente? Pare di sì, come hanno dimostrato i progetti eco-friendly in mostra a Green Life: costruire città sostenibili, esposizione dedicata agli architetti e alla città che hanno saputo darsi una visione del futuro adottando strategie coraggiose attraverso azioni concrete ed ecologicamente corrette.
L'esposizione, promossa da Triennale di Milano e visitabile fino al 28 Marzo, Legambiente e Istututo di Ricerche Ambiente Italia, si snoda attraverso immagini che raccontano di come alcune "archi-star" (architetti particolarmente alla moda) abbiano raccolto la sfida: si può adottare un approccio ecologicamente efficiente senza abbandonare funzionalità e bellezza? Già nel 1996 alcuni mostri sacri della progettazione - parliamo di Thomas Herzog, Norman Foster, Richard Rogers e Renzo Piano - decisero di firmare, assieme a molti colleghi, la Carta europea per l'Energia Solare nell'Architettura e nella Pianificazione Urbanistica. Una dichiarazione d'intenti che ha dato frutti: non a caso tutti e quattro gli architetti sono qui rappresentati da proprie creazioni, molte delle quali site in Europa. È il caso dell'aeroporto di Barajas (Madrid), pensato per sfruttare la luce naturale della città iberica e firmato da Rogers; o del quartiere Eurogate di Vienna di Foster; o ancora del complesso business ad alta efficienza energetica di Wiesbaden (Germania) di Herzog.
Resta fuori l'italiano Piano che ha spopolato oltre oceano grazie alla California Academy of Sciences di San Francisco, museo tutto da guardare fin dal tetto, diecimila metri quadrati costituiti da un "tappeto vivente" di piante e di fiori selvatici della California, in grado di sopravvivere senza utilizzo di fertilizzanti e senza irrigazione. Come spiegato da Piano, il museo «non è un progetto moralistico, bensì improntato a una visione etica. Con un centinaio di scienziati abbiamo lavorato sul tema della sostenibilità e il risultato, partendo dal tetto, è che è possibile realizzare edifici che consumano pochissima energia e rispettano l'ambiente». Tant'è che l'edificio è molto vicino al grado zero delle emissioni inquinanti.
Un obiettivo questo che perseguono anche molte città europee, prima su tutte Stoccolma: la città svedese è infatti Green Capital 2010, ma da sempre dimostra un'attitudine speciale verso l'ambiente. E lo fa al punto da porsi un obiettivo impegnativo, quello di diventare area fossil free, ossia rinunciare alle fonti energetiche tradizionali promuovendo l’uso delle fonti rinnovabili, quali i pannelli fotovoltaici, gli impianti eolici e le biomasse, il tutto entro il 2050. Intanto Amburgo - metropoli leader della green economy - è impegnata a ridurre le emissioni di CO2 del 40% entro il 2020, mentre ad Amsterdam, entro il 2015, le nuove costruzioni dovranno rispondere al criterio zero emissioni per essere approvate.
Penserete che si tratti di modelli d'eccellenza frutto di amministrazioni e cittadini particolarmente attenti ai temi verdi, e forse è così, ma Green Life dà modo di conoscere progetti pensati per realtà anche molto lontane per cultura e risorse. È il caso dell'edilizia popolare espandibile di un team cileno, gli Elemental Architects; del Centro per l'Energia Sostenibile ideato dall'architetto Cucinella e realizzato in Cina, a Ningbo; o ancora del Centro di benessere delle donne (altro tema d'attualità) sito a Ouagadougou nel lontanissimo Burkina Faso e disegnato da FARE studio. Gli ultimi due studi sono entrambi italiani. Pare dunque chiaro il messaggio della mostra, la prima in Italia ed in Europa a raccogliere il meglio dei progetti di architettura green: permettere ai visitatori di farsi un'idea di come sia possibile ridurre l'impatto umano sull'ambiente senza per forza rinunciare alla creatività e ai comfort. Non male davvero.
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Green Life: costruire città sostenibili
Triennale di Milano, dal 5 febbraio al 28 marzo 2010
Milano -
MI
02 72434208
info@triennale.it
www.triennale.it
Orari d'apertura: dalle 10.30 alle 20.30, chiuso il lunedì, giovedì e venerdì dalle 10.30 alle 23.00;
Note: ingresso 6-4 Eu
Aggiornato il 26/02/10
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 Kranspoor, Amsterdam
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| L'occasione della settimana |
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dom 12 |
lun 13 |
| Milano |
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-1 - 7 |
Legenda
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