Borsa Internazionale del Turismo: BIT, a Milano (18-21 febbraio 2010), esattamente a Rho, all'interno del polo fieristico di Fieramilano, raggiungibile con la metropolitana, in mezzora dal centro città, e facilmente anche con l'auto, grazie ai tre svincoli autostradali.
Cosa si trova alla BIT? Convegni specializzati e Buyers e Sellers, ovvero venditori di offerte turistiche e compratori delle medesime.
Detto così sembra una cosa per addetti ai lavori, cioè tour operator, promotori di turismo in genere, ATL, consorzi turistici, enti per la promozione turistica regionali ed anche nazionali, strutture alberghiere e nulla più. In effetti nei primi due giorni la fiera è aperta solo agli operatori del settore, ma è nel weekend che davvero si assiste all'invasione di folla: i privati entrano per venire a contatto in un colpo solo con l'intero pianeta del settore turistico, per venire aggiornati sulle ultime novità, sui luoghi più in, su tutto ciò che c'è di diverso dal solito.
Personalmente, ho fatto due parti in commedia, avendo partecipato contemporaneamente come Tour Operator locale del Cuneese specializzato in incoming, e come osservatore, per poi scrivere queste righe.
La prima cosa che salta all'occhio è l'estrema specializzazione a cui si è giunti nel proporre l'offerta turistica: una volta c'era l'agenzia di viaggi in senso lato, che organizzava di tutto, ma adesso accanto ad essa c'è il tour operator specializzato in una particolare destinazione, da raggiungersi con certe modalità. Tutto dipende dalle esigenze.
È vero che se vuoi visitare Roma puoi fare anche il turista fai da te e tornar a casa ultrasoddisfatto di ciò che hai visto e recepito con gli occhi e con la tua Lonely Planet. Ma se vuoi fare un tour dell'Islanda, e vedere davvero qualcosa, tanto vale che ti affidi ad un organizzatore ultra-tecnico, che propone giri all-inclusive, in fuoristrada accompagnati da un geologo.
Oggigiorno quindi, il problema, nel fare incoming, è proprio questo: nel pensare a che cosa offrire, a come offrirlo, e al tipo di interlocutore che si intende avere. Non si può certo sparare alla cieca nel proporre un generico Viaggio nel Cuneese - ad esempio - ma si possono catturare parecchi interessati proponendo un tour delle Langhe tra degustazioni e visite ai castelli medioevali. Del resto, per citare ad esempio un settore di nicchia per l'argomento, ma frequentato da grandi numeri, pensiamo al turismo religioso: anni fa un parroco aveva l'idea di un viaggio in Terra Santa, e - se c'era il numero adatto di partecipanti - andava in un'agenzia a prenotare tutto. Oggi ci sono - e ce n'erano alla BIT - operatori specializzati soltanto in pellegrinaggi e turismo religioso, che hanno pacchetti cui può accedere anche il singolo in tranquillità. È per questo che nel week-end la BIT è assaltata dai privati: sanno che lì trovano tutto ciò a cui possono essere interessati.
E non ci si rende conto di quanto la frammentazione delle offerte turistiche sia grande finché - come tour operator - non si passa dal proprio padiglione espositivo alla sezione Buy Italy. Lì sei tu espositore che visiti i tour operator stranieri per proporre i tuoi pacchetti.
Ma attenzione: sotto la bandiera di ciascuno stato ci sono diversi desk e non tutti saranno disposti ad ascoltarti. C'è un apposito catalogo che segnala - operatore per operatore - quali sono i suoi interessi e con chi quindi egli voglia parlare: potrebbe darsi che sia specializzato in viaggi al mare e quindi, se ti presenti tu del Piemonte, si dichiara gentilmente non interessato; e per evitare le perdite di tempo, è nato quindi l'apposito catalogo della BIT con i dettagli.
Pensate: ho proposto i pacchetti turistici nel Monregalese ad una tour operator finlandese specializzata in viaggi per piccoli gruppi di signore dai 50 in su, appassionate di passeggiate soft in montagna, arte e degustazioni, e mi ha stralciato tutto ciò che riguardava lo sci e l'andar con le ciaspole. Accanto a tutta questa tecnica, poi, alla BIT c'è l'aspetto colorato che cattura anche chi non vi giunge con idee precise: un mondo fatto di spettacoli folkloristici, di gadget, di colorati depliant, di assaggi di prodotti tipici, anche solo di chiacchierate con gli operatori lontani.
Il contatto umano è un altro degli elementi che attirano il visitatore: c'è tutto il mondo rappresentato, e ti affascina. Così capita che anche chi lavora nel settore, come cerco di fare io, torni a casa sorridente, con la sua bella valigiata di pieghevoli sulle Maldive, Creta, la Nuova Zelanda, Montreal e la Costiera Amalfitana. Per questo la BIT piace, e per questo credo che il ritorno, in termini economici, per molti operatori ci sia davvero.