All'alba dei suoi 80 anni (compiuti lo scorso novembre), di cui 50 dietro la stessa maschera e nello stesso ruolo, quello di Arlecchino appunto, Ferruccio Soleri, avendo accumulato 2.064 recite in 40 Paesi (ovvero 331 città, 182 italiane e 149 straniere), entra a far parte di quel grande indice dei fenomeni che è il Guinness World Records, il Guinness dei Primati. «La più lunga performance di teatro nello stesso ruolo», recita la motivazione del riconoscimento londinese, andando ad aggiungersi ai moltissimi riconoscimenti (tra cui il Leone d'oro alla carriera alla Biennale Internazionale di Venezia 2006, l'Ambrogino d'oro, la Maschera d'oro) che l'attore si è guadagnato nel corso di una vita impersonando sera sopo sera con rara freschezza e vivacità la maschera goldoniana nell'Arlecchino servitor di due padroni, per la regia di Giorgio Strehler.
E proprio stasera, mercoledì 10 febbraio, Soleri porta il suo Arlecchino al Piccolo Teatro di Milano (dove lo spettacolo nacque nel 1947), in scena fino a domenica 14 febbraio (info e prenotazioni: piccoloteatro.org), dopo che sabato scorso, con la sua maschera aveva aperto il Carnevale di Venezia. Lo spettacolo Arlecchino servitore di due padroni di Carlo Goldoni verrà riproposto con la storica messa in scena di Giorgio Strehler, in attesa di riprendere le repliche dal 2 al 21 marzo prossimi.
Ereditato da Marcello Moretti che Soleri, a partire dal 1960 (il 28 febbraio), sostituiva una volta la settimana nelle repliche di New York, l'Arlecchino per Soleri non è mai stata una scelta, ma è diventata una realtà con cui confrontarsi a partire dal '63, alla scomparsa di Moretti. Fiorentino di nascita, Soleri debuttò nel 1957 al Piccolo Teatro di Milano, recitando ne La favola del figlio cambiato di Luigi Pirandello. Inizialmente Soleri non fu così entusiasta di calarsi nei panni e nella lingua di una figura della Commedia dell'Arte veneziana.
Nel corso della sua carriera, anche a partire dal suo carattere schivo e dal suo fisico minuto, si sentiva più portato per un teatro psicologico e intimista che ha comunque frequentato da interprete sotto la guida di altri registi, senza contare che si è anche provato con la regia di opere liriche, oltre ad aver insegnato in diverse scuole teatrali ed essere responsabile del progetto e della direzione artistica dell'accademia internazionale della Commedia dell'Arte realizzata dal Piccolo Teatro di Milano.