Annidati in tre angoli strategici della città - viale Premuda in zona Porta Venezia, largo Augusto a due passi dal Duomo e piazza Sant'Eustorgio in zona Porta Genova - si trovano altrettanti rifugi per golosi e appassionati della cucina d'oltreoceano. Si chiamano California Bakery e fanno parte di una piccola catena di ristoranti nata a Milano, nel 1996, in corso Concordia e cresciuta via via grazie al passa parola.
Sotto un soffitto coperto di ceste in vimini, che conferiscono all'ambiente una sfumatura ambrata e attutiscono l'eco del chiacchiericcio, circondati da pareti rivestite di mattonelle bianche, caraffe di latte e caffé self service, e vasetti di sciroppo d'acero, si prende posto su minuscole sedie di legno. Sedie che ricordano polverose cucine borghesi della provincia americana, odore di pancetta fritta e succo d'arancia fresco, come fossero uscite dal fotogramma di un film di Douglas Sirk.
"Ristorante", va detto, è un termine che non rende giustizia. La giornata al California Bakery conta poco meno di sedici ore - dalle 8.30 alle 24.00 (in Largo Augusto fino alle 20) - e si compone per tipologie di pasto. Seguendo l'ordine di menù, e relativa selezione di proposte, troviamo: Breakfast, Brunch (dalle 11 alle 17, ma solo sabato, domenica e festivi), Tea Time e Tapas Time (dalle 18 alle 21: in pratica l'aperitivo, che qui costa 12 Eu).
A colazione potete scegliere tra una semplice colazione continentale (ma allora che ci siete venuti a fare?) e l'intero catalogo di delizie tipiche di una breakfast of champion: uova strapazzate, waffles, pancakes dolci e salati, muffin, bagel con crema al formaggio, french toast e una selezione infinita di marmellate e torte. Queste ultime sono la grande specialità della casa e per portarsi via una crostata rustica alla ciliegia o la classica cheesecake al mirtillo, la gente accorre anche da fuori città. C'è perfino la torta di Nonna Papera - si chiama proprio così -, quella che Ciccio ruba dal davanzale: una crostata ripiena di mele granny smith ricoperte di cannella. Attenzione che niente qui è a buon mercato: se volete far colazione con french toast e succo d'arancia, lo scontrino segnerà 14,50 Eu. Una fetta di torta, 4 Eu.
Se in assoluto dovete scegliere un'occasione per testare i California Bakery, tuttavia, vi suggeriamo il Brunch della domenica. Prenotate con qualche giorno di anticipo (sono sempre pieni da scoppiare), alzatevi con calma e concedetevi giusto una tazza di caffé prima di uscire di casa. Una volta preso posto tra i purtroppo assai angusti spazi del ristorante, potrete scegliere tra bagels e sandwiches farciti, uova con pancetta croccante, spettacolari omelette, frittate alte un dito, hamburger vegetariani e altro ancora. Tutto servito con pane fresco ai cereali, salse, insalata e, spesso, frutta fresca. Spenderete poco meno di 25 Eu.
Più consueta la selezione di stuzzichini che accompagnano l'aperitivo, anche se non mancano mai alcune proposte tipiche: pomodori gratinati, cipolle fritte e soprattutto una gran varietà di pane artigianale caldo di forno, accompagnato da numerose salse dolci e salate.
Naturalmente è possibile concedersi un più tradizionale pranzo o una normalissima cena: il menù Any Time è a disposizione dalle 10 alle 24. Ci trovate hamburger, cheeseburger, hot dog, torte salate e sformati i cui ingredienti variano di giorno in giorno (in questo momento la mia attenzione è attratta da uno sformato con melanzane arrosto e scamorza affumicata), zuppe e insalate, e qualsiasi combinazione comprendente formaggi e uova vi venga in mente.
Anche in questo caso, giusto per fare un esempio, tenete conto che un hamburger di manzo argentino con patate fritte costa 16 Eu.
Infine, non è affatto trascurabile neppure la lista delle coppe gelato, elaborate, coreografiche e ipercaloriche come ci si aspetta. Se volete provare quella, sublime, con ciambella allo yogurth, gelato di crema, fragole fresche e panna montata, sappiate che poi dovrete stare a dieta un mese e soprattutto che vi costerà 9 Eu.
Insomma, i California Bakery sono un passaggio obbligato per i golosi che vivono o passano per Milano. Offrono una selezione gastronomica originale - non ci viene in mente nulla di simile in città - e un ambiente accogliente: se vi portate il PC potrete rimanere a lavorare nel locale, come sto facendo io ora, senza che i camerieri vi disturbino e quanto a lungo desiderate. Molti tavoli hanno una presa per la corrente a portata di mano. Occhio però che il collegamento wireless non è garantito sempre e ovunque: informatevi prima. I punti di demerito sono invece i prezzi - davvero alti - e lo spazio, sfruttato sino all'ultimo centimetro quadro disponibile: se venite da soli o in coppia avrete un tavolo minuscolo e vi potreste ritrovare immersi nella conversazione di chi vi siede accanto. A meno di cinque centimetri.