La fila di pedoni infreddoliti che da più di un mese si allunga sotto i portici, all'angolo tra corso Matteotti e via San Pietro, dalle 10 di mattina alle sette di sera, ha ragioni ormai note ai più: a Milano ha aperto il secondo megastore europeo del brand più cool del momento, Abercrombie & Fitch. Brand che sulla base di una precisa strategia di marketing, allestisce negozi in cui gli spazi calpestabili sono angusti: veri e propri sentieri tra cataste di felpe e maglioni. E così, per non ingolfare il negozio, si ricorre al razionamento della clientela, lasciata entrare col contagocce da solerti portieri.
L'arrivo in città di Abercrombie ha avuto anche effetti collaterali prevedibili su tutto il mercato dell'abbigliamento giovane, spostando di peso interi gruppi di acquirenti e relativi portafogli. Per cercare di fare chiarezza tra le offerte di un settore in fase metamorfica, abbiamo confrontato il listino prezzi di alcuni noti marchi dell'abbigliamento giovane che si spartiscono gli spazi più appetitosi del centro di Milano: H&M, Zara, Benetton, Diesel, Alcott. Per vedere quanta e quale sia la differenza d'offerta con l'ultimo, agguerritissimo arrivato.
I capi che abbiamo scelto come riferimento sono tre e li potete trovare, con piccole varianti, ovunque: maglione di lana blu con scollo a V (lana semplice e filatura sottile), jeans a lavaggio classico e camicia bianca da sottogiacca. Il confronto è effettuato su capi maschili perché le variazioni di tagli e tessuti, da marchio a marchio, su quelli femminili sono più marcate e non permettono un paragone omogeneo. In linea di massima, tuttavia, i prezzi dei capi da donna coincidono per jeans e camicie, mentre sono inferiori del 10-15% per le maglie. Infine, abbiamo arrotondato tutti i prezzi di listino alla cifra tonda (in quasi tutti i casi, i prezzi reali finiscono con il proverbiale 'e 90').
Il brand più caro si dimostra, come era prevedibile, Diesel: 90 euro per la camicia e 100 per la maglia con scollo a V, mentre i jeans, da sempre punto di forza dell'etichetta veneta, partono da 110 euro (ma hanno un prezzo medio di 150). Da notare che tutti i capi hanno un design riconoscibile, non accontentandosi di essere semplici indumenti che completano la gamma: anche la più semplice maglia presente in negozio ha rilievi e differenti sfumature di colore su polsini e colletto.
Subito sotto al listino Diesel, si posiziona quello di Abercrombie: jeans da 96 euro (ma prezzo medio 120), maglia alla stessa cifra e camicia a 84, anche se trovarne una completamente bianca - in mezzo a montagne di modelli con motivo plaid - è un'impresa complicata.
Da notare che il paio di jeans più caro targato Diesel (per la cronaca, è nero e pieno di tagli) costa 220 euro, quello Abercrombie 170, ma in entrambi i casi la varietà dell'offerta di pantaloni è smisurata.
A livello di tessuti, invece, gli americani alla prova del tatto sono imbattibili: anche la lana sembra cotone.
Scendendo uno scalino nella scala dei prezzi ci si imbatte negli scaffali di Benetton. La terna proposta richiede una spesa complessiva di 140 euro: 40 per la maglia (ma se ne comprate due risparmiate 10 euro sulla seconda), 40 per la camicia, e 60 per i jeans, che al massimo ne costano 70.
Ancora al di sotto troviamo i due marchi low price che, nell'ultimo lustro, hanno operato una vera e propria rivoluzione nei costumi (in entrambi le accezioni del termine) globalizzati della gioventù contemporanea: lo svedese H&M e lo spagnolo Zara.
Sorpendentemente, H&M si rivela più cara: 100 euro netti è infatti l'esborso minimo per la nostra spesa. Così ripartiti: 30 per maglia e camicia, 40 per i jeans. Con Zara, invece, si risparmiano 8 euro. Le camicie classiche costano infatti 40 euro, ma sia jeans che maglie partono da 26. Il costo massimo per i jeans è invece di 50 euro sia da Zara che da H&M.
Ma la vera sopresa è Alcott, un brand italiano che propone una linea d'abbigliamento molto simile a quella di Abercrombie, marchio che imita anche nella struttura dei suoi store (colori, disposizione e materiali delle scaffalature, perfino il tipo di musica che risuona in loop nel negozio). Qui acquistate tutto per un totale di 60 euro: le maglie partono da 15, le camicie da 25 e i jeans addirittura da 20 (prezzo medio 30).
Naturalmente qualsiasi analisi economica non bilancerà mai, per i giovani fashion addicted, l'eccitazione di portarsi a casa il capo di un marchio divenuto in questi ultimi anni uno status symbol, e senza necessità del solito volo fino a Londra (o New York). Se siete fra questi e non volete passare mezza giornata all'addiaccio per entrare in possesso di una delle mitiche felpe targate A&F, accettate il consiglio: l'ora migliore per tentare un ingresso veloce è dopo le 19. Il ricambio della clientela è maggiore e, di solito, in cinque minuti si entra.