Omelette & Baguette: la Francia, dove non te l'aspetti
Nel cuore della Chinatown milanese c'è un locale che cucina specialità francesi. Un buon punto di partenza per un quartiere da riscoprire. Di Lorenza Delucchi
Una paciosa gallina tiene sottobraccio una lunga baguette. Lasciando alle spalle Via Canonica, Zona Chinatown, imboccate Via Sarpi, pochi passi e la vedrete anche voi. Siete davanti all’ingresso di Omelette&Baguette. Nato nel 2008, O&B è l’evoluzione di una latteria, capace di rispondere alle esigenze del milanese del duemila, mantenendo intatta l’atmosfera familiare e rilassata dei tempi che furono. Qui si può bere un caffè, fare colazione, procedere negli acquisti dell’ultimo minuto (in un banco frigo molto anni sessanta sono a disposizione latte, burro, formaggio…), pranzare e pure cenare, dal martedì alla domenica, dalle otto a mezzanotte.
L'idea di Omelette&Baguette è tutta made in Italy, dalla Francia provengano nome e prodotti tipici, quali appunto il buonissimo pane-icona, la baguette farcita, l’omelette, oltre a coque-monsieur, brick à l’oeuf. Ma bisogna proprio essere francofili per venirci? Ovvio che no, preparano anche spaghetti al pomodoro, mozzarella in carrozza, più vari tipi di torte salate e insalate. Oltre a parecchi dolci della tradizione, come la panna cotta o il riso latte e cannella. L’interno del locale è separato dalla strada da due grandi vetrine che vanno a scapito di un po’ d'intimità, i timidi sono avvisati, meglio dirigersi al secondo piano. L'arredamento è semplice, giocato sui toni del bianco e del giallo: i tavolini e le sedie ricordano quelli del tinello della zia, solidi e accoglienti, mentre su posate, bicchieri e piatti è impresso il logo della "gallina".
Quando uscirete dal locale, avventuratevi lungo via Sarpi, l’arcinota "via dei cinesi". Il salto è notevole, dalle nuances pastello di Omelette&Baguette si passa alle tinte accese dei cartelloni, rigorosamente in ideogrammi. La Chinatown milanese è attiva fin dal 1920, distinguendosi per il grado d'intesa fra meneghini e abitanti con gli occhi a mandorla, una sorta di vivi e lascia vivere che vive di alti e bassi, complici interessi economici e scorrettezze da ambo le parti.
Passeggiando, non farete troppa fatica ad immaginarvi in un moderno cantone cinese, gli odori, i prodotti, il modo di muoversi e gesticolare delle persone è diverso, ai lati delle strade uno strillone vende China News. È un errore ridurre le attività commerciali a conduzione orientale allo stereotipo dell’"involtino plimavela": vanno dall'erboristeria, all'agenzia viaggi specializzata in Far east, dall'elettronica all’abbigliamento (a buon mercato oppure meno, scegliete voi) fino al verduraio, che, a giudicare dai sacchetti strapieni che si vedono in giro, fa affari d’oro. Pare che a breve Via Sarpi diventerà isola pedonale. Una ragione in più per andarci.