La poesia della sua letteralità. Per lei il culo è il culo, le tette sono le tette, la fica è la fica, il cazzo è il cazzo, e tutte le possibili combinazioni tra questi pezzi di carne vanno chiamate con il loro nome: «Se li pensiamo così perché dobbiamo pronunciarli in un altro modo - cosa ne pensa il mio anticonformista mancato che non è rimasto borghese solo per l'incapacità di attenersi a delle regole?» Cioè io.
A dispetto di tanta letteralità, per Teresa il sesso era un gioco troppo importante per non riversarsi su di noi come il tracollo dei nostri sogni. Com'è diventato lontano quando le dicevo «Il paradiso sei tu che ogni dieci minuti mi fai un pompino di venti minuti», e lei che si stizziva «E dove sarebbe questo gran divertimento per me?»: ma io non immaginavo che un giorno avrebbe smesso di prendermelo nella sua bocca calda di magie solo perché avevo un po' esagerato nelle pretese.
«Solo perché hai un po' esagerato nelle pretese? E quando eravamo tornati dall'ospedale in piena notte dopo che io avevo avuto il falso allarme per Margherita? E nella sala d'attesa del preside di Rosa con la segretaria dall'altra parte della porta che cercava di aprire e tu che spingevi con la schiena e le dicevi che non eravamo pronti? E la volta che mi hai fatto tornare indietro sull'autostrada per Santa Margherita perché avevi appuntamento per il prestito con quel commesso della banca e dovevi distendere i nervi? Devo andare avanti?».
«Ma non puoi smettere per sempre.»
«Se sei riuscito a smettere di fumare per me, vedrai che riuscirai anche a smettere di fartelo succhiare da me.»
«Come sei brutale.»
Tutto per le mie insistenze il giorno in cui hanno abbattuto le Torri gemelle.
«Mi spiace ma non si piange per farsi fare un pompino dopo quello che abbiamo appena visto in tivù.»
È vero, ho pianto. Dopo aver ribattuto che è insensato mettere in relazione le due cose, tutt'al più è risaputo che la morte risveglia il bisogno di sentirsi vivi e godere dei piaceri effimeri della carne, ho bestemmiato e ho cominciato a pregare, mi sono prostrato ai suoi piedi e l'ho implorata come un bambino che non ha ricevuto neanche un pezzetto di carbone dalla befana. E lei ha detto «Va bene, ma sappi che è l'ultima volta», intanto abbassavo i pantaloni senza immaginare che sarei sopravvissuto l'indomani.