Prendete una piscina. Una vasca d'acqua più o meno estesa, più o meno profonda, magari divisa da qualche corsia e dotata di trampolini. Per chi abita in una località di mare non è altro che l'ambiente adatto per farsi una nuotata o allenarsi. Ora prendiamo la stessa struttura e guardiamola con gli occhi di chi può vedere il mare solo durante le vacanze o, se è fortunato, nei weekend. In questo caso la piscina non è più soltanto una vasca piastrellata, ma rappresenta il mare o, almeno, la sua illusione.
È nato così
Mare Nostrum, il progetto di chiusura del Master MEC della Cattolica presentato in occasione della
Notte Bianca estiva di Milano: trentasette ore di sport ininterrotto, tra
sabato 2 e domenica 3 giugno, che trasformeranno il capoluogo lombardo in una palestra a cielo aperto.
Il fulcro della manifestazione sarà una delle strutture sportive più rappresentative di Milano:
il Lido di piazzale Lotto e la sua Palestra, dove sarà allestita l'esposizione/installazione in questione.
Alla base del progetto, un doppio significato: far rivivere ai visitatori la dimensione dell'ambiente marino, attraverso suoni e immagini, e presentare il mare come luogo di conoscenza, di
esperienza estetica e scientifica al contempo, come bene sintetizzano le immagini di
Alberto Muro Pellicani. Sarà proprio il suo lavoro, realizzato in anni di esperienza di fotografo subacqueo, uno degli elementi centrali dell'esposizione. Immagini, dunque, ma anche filmati, suoni, design e letteratura.
Mare Nostrum nasce, infatti, anche in collaborazione con l'Acquario di Genova, che ha fornito due documentari - uno sui "cuccioli marini" e l'altro sui "delfini metropolitani" (gli esemplari che vivono in prossimità dei porti) - visibili durante la serata su schermi al plasma. E ancora, i filmati vincitori del
Festival de l'image sous-marine di Antibes e un montaggio di immagini proiettate su una superficie di sabbia al centro dello spazio.
A creare l'effetto "fondale" ci sarà un'installazione di lampade e proiettori, che riprodurranno sul soffitto il movimento del mare, e una rielaborazione sintetica di suoni acquatici. Infine, una serie di suggestive citazioni, da Shakespeare a Elsa Morante, proiettate su uno specchio d'acqua, e uno spettacolo notturno ai bordi della vasca.
«Abbiamo voluto insistere sul concetto di piscina come vero e proprio mare della città e sul rapporto estetico-scientifico delle immagini subacquee», spiega la curatrice della mostra
Maria Perosino, docente al Master MEC.